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Tour dell'Uzbekistan
Sono appena tornata dal viaggio 'Città e nomadi' in Uzbekistan e devo dire di essere alquanto delusa. Guardando i programmi di Azalai sono rimasta affascinata dai suoi viaggi, anche all'arrivo dei documenti sembrava tutto perfetto, bella borsa, programma rilegato, itinerario ecc. ma devo dire che i referenti locali (Sarbon tour) non sono all'altezza. Intanto avevamo prenotato un viaggio individuale essendo in 5 amiche e solo alla partenza abbiamo saputo essere in 10, fin qui nulla di male. All'arrivo ci ha accolti il titolare della Sarbon che non parla italiano e 3 ragazze che avevano prenotato con un altro tour operator non sapevano se erano con noi oppure no: dopo telefonata alla guida che ci aspettava a Urgench, si è appurato che facevano parte del gruppo. L'indomani all'arrivo a Urgench abbiamo avuto l'impatto con il pulmino che ci avrebbe portati per tutto il viaggio: piccolissimo, un 9 posti due dei quali molto piccoli, tipo seggiolini. Essendo in 10 avevano aggiunto un sedile in fondo accanto ai bagagli. Il mezzo, vecchio e mal funzionante, aveva quasi tutti i finestrini rotti, alcuni si aprivano da soli, alcuni erano bloccati, il vetro d'avanti rotto. L'aria ocndizionata funzionava male e poco e,se accesa, rendeva la marcia lentissima. Abbiamo subito fatto presente che non era possibile percorrere lunghi tragitti con quel mezzo, ma FAruh, la guida, ha preso ogni giorno tempo dicendo che di lì a poco avrebbero risolto il problema. Al ritorno dalla visita ai castelli nel deserto il pulmino si è rotto improvvisamente, costringendoci ad una lunghissima attesa di un meccanico o di un altro mezzo per rientrare a Khiva, sotto il sole e con quasi 40 gradi di temperatura. Le distanze indicate nel programma non rispecchiano la realtà: durante il tragitto aumentavano sempre di 100-150 km, una volta il fiume si era ingrossato costringendoci ad un lungo giro; una volta la strada normale attraversa un territorio straniero (cosa che dovrebbe essere conosciuta e non certo improvvisa) per cui altro lunghissimo giro ecc. Questi percorsi più lunghi erano molto scomodi stipati come eravamo nel pulmino con le valigie che ci cadevano addosso. Ogni giorno ci promettevano che le avrebbero messe sul tetto, ma ciò puntualmente non avveniva. Gli alberghi sono decisamente scadenti, tranne l'Amelia boutique, che è molto bello. In tutti non sono mai state pulite le camere durante il soggiono, nè cambiati gli asciugamani. A Samarcanda era previsto il Sherdor che sapevamo avere buone recensioni, ma invece ci hanno portati al Sarbon (di proprietà del titolare del Sarbon tour), senza piscina, lontano dal centro in una strada sterrata e buia che bisognava percorrere a piedi per raggiungere una strada principale sulla quale trovare dei taxi. I bagni scomodissimi, senza piani d'appoggio e con i sanitari talmente piccoli da non poter essere utilizzati senza schizzare acqua tutto intorno e, visto che nessuno ripuliva, diventava tutto molto sporco.
Io e le mie amiche viaggiamo abbastanza di frequente ma non ci era mai capitato nulla di simile. Lo ricorderò come il viaggio più scomodo che abbia mai fatto.